19) Governare  compito dei filosofi.
Nel passo, dedicato al problema del governo dello Stato, sono
presenti vere e proprie ingenuit, come la convinzione che il
filosofo non sia per nulla attratto dal fascino del potere, anzi
lo eviti tenacemente, per cui lo si debba costringere ad
esercitarlo. La storia della filosofia smentisce questa illusione.
E non pu che lasciare stupiti l'idea che tanto meno uno abbia
desiderio di governare, tanto pi  probabile che egli sappia
farlo benissimo.
Repubblica, 519e-521b (vedi manuale pagina 98).
 [519 e] - Ti sei dimenticato di nuovo, mio caro, replicai, che
alla legge non interessa che una sola classe dello stato si trovi
in una condizione particolarmente favorevole. Essa cerca di
realizzare questo risultato nello stato tutto: armonizza tra loro
i cittadini persuadendoli e [520 a] costringendoli, fa che si
scambino i vantaggi che i singoli sappiano procurare alla
comunit; e creando nello stato simili individui, la legge stessa
non lo fa per lasciarli volgere dove ciascuno voglia, ma per
valersene essa stessa a cementare la compattezza dello stato. - E'
vero, rispose; me ne sono dimenticato. - Considera poi, Glaucone,
continuai, che non faremo torto nemmeno a quelli che nel nostro
stato nascono filosofi; ma che saranno giuste le cose che loro
diremo costringendoli a curare e custodire gli altri. [b]
Parleremo cos: coloro che nascono filosofi negli altri stati, 
naturale che non partecipino alle fatiche politiche, perch
sorgono spontanei, indipendentemente dalla costituzione dei
singoli stati; e ci che  spontaneo, non dovendo il nutrimento ad
alcuno,  giusto che non si senta spinto a pagare ad alcuno le
spese. Voi per, vi abbiamo generato per voi stessi e per il resto
dello stato, come negli sciami i capi e i re; avete avuto
educazione migliore e pi perfetta [c] che non quegli altri
filosofi, e maggiore attitudine a svolgere ambedue le attivit.
Ciascuno deve dunque, a turno, discendere nella dimora comune agli
altri e abituarsi a contemplare quegli oggetti tenebrosi.
Abituandovi, vedrete infinitamente meglio di quelli laggi e
conoscerete quali siano le singole visioni, e quali i loro
oggetti, perch avrete veduto la verit sul bello, sul giusto e
sul bene. E cos per noi e per voi l'amministrazione dello stato
sar una realt, non un sogno, come invece oggi avviene nella
maggioranza degli stati, amministrati da persone che si battono
fra loro per ombre e si disputano il potere, come se fosse [d] un
grande bene. La verit  questa: lo stato in cui chi deve
governare non ne ha il minimo desiderio,  per forza amministrato
benissimo, senza la pi piccola discordia, ma quello in cui i
governanti sono di tipo opposto,  amministrato in modo opposto. -
Senza dubbio, rispose. - Ebbene, credi che, udendo questi
discorsi, i nostri pupilli ci disobbediranno e vorranno non
collaborare alle fatiche politiche, ciascuno a turno, e abitare la
maggior parte  del tempo in reciproca compagnia nel mondo puro?
[e] - E' impossibile, disse; perch a persone giuste come sono
essi, prescriveremo cose giuste. La cosa pi importante di tutte 
che ciascuno di essi va al governo per obbligo, mentre chi governa
oggid nei singoli stati si comporta in modo opposto. - E cos,
amico, dissi; se per [521 a] chi dovr governare troverai un modo
di vita migliore del governare, ottima potr essere
l'amministrazione del tuo stato, perch sar il solo in cui
governeranno le persone realmente ricche, non di oro, ma di quella
ricchezza che rende l'uomo felice, la vita onesta e fondata
sull'intelligenza. Se invece vanno al potere dei pezzenti, avidi
di beni personali e convinti di dover ricavare il loro bene di l,
dal governo, non  possibile una buona amministrazione: perch il
governo  oggetto di contesa e una simile guerra civile e
intestina rovina con loro tutto il resto dello stato. - Verissimo,
rispose. - Conosci dunque, ripresi, [b] qualche altro modo di vita
che spregi le cariche pubbliche e non sia quello del vero
filosofo? - No, per Zeus!, rispose. - D'altra parte, al governo
devono andare persone che non amino governare. Altrimenti la loro
rivalit sfocer in contesa. - Come no? - Chi dunque costringerai
ad assumersi la guardia dello stato se non coloro che meglio
conoscono quali sono i modi per la migliore amministrazione di uno
stato, e che possono avere altri onori e una vita migliore di
quella politica? - Nessun altro, rispose

 (Platone, Opere, volume secondo, Laterza, Bari, 1967, pagine 344-
346).

